Servizio disturbi del comportamento alimentare e del peso (cdap)

 

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CARTA DI IDENTITÀ


Nome: Servizio Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso (CDAP)
Area di intervento: Comunita (in supporto all'intervento ambulatoriale) per ragazze con compiono un percorso di ricostruzione di uno stile di vita e di alimentazione; interventi informativi sui disturbi di alimentazione in comuità scolastiche e non solo
Sede: Azienda Unità Locale Socio Sanitaria N. 10 - Portogruaro, Via Sommariva
Ambulatori: Gli ambulatori si trovano a Portogruaro in via Sommariva 4
Telefono: 0421 399211
Fax: 0421 399250
Email: segreteria.dcap@ulss10.veneto.it
Sito Web: www.disturbialimentari.info/
Blog: casafarfalle.wordpress.com

 

Video Casa Farfalle


 

  

Descrizione del centro

Il centro per il trattamento dei comportamenti alimentari con sede a Portogruaro (VE) ha un proprio sito http://www.disturbialimentari.info/ nel quale illustra tutti i servizi che può offrire; vi sono anche dei video elaborati dalle ragazze che soggiornano nella comunità che funziona quale luogo di supporto all’intervento ambulatoriale. In tale comunità le ragazze compiono un percorso di ricostruzione di uno stile di vita e di alimentazione normale che può avere diversa durata e differenti modalità di intervento (non solo a seconda delle problematiche, ma anche delle età). La comunità denominata Casa delle Farfalle, attivata dal 1999 ma che funziona completamente dal 2005, ospita persone provenienti da tutto il territorio nazionale e fornisce un supporto di assistenza e messa in protezione a diversi livelli, a seconda dello stato di problematicità della persona. Negli ultimi anni sono state ospitate circa 230 persone affette prevalentemente da anoressia e bulimia.
Di particolare interesse vi è un blo g, gestito dalle stesse ragazze, visibile all’url http://casafarfalle.wordpress.com. Il soggiorno nella comunità si prolunga spesso ben oltre i 3 mesi e quindi crea il problema della non frequenza scolastica o universitaria.

Sul sito è reperibile anche una mappatura di tutti i centri in Italia che si occupano del problema.
Il centro fornisce un supporto alle scuole in termini di corsi di formazione per i docenti (su richiesta) fruendo di particolari materiali multimediali (soprattutto video) creati dalle ragazze della Casa delle farfalle. Sono a disposizione nel centro anche dei materiali utili per fornire una corretta informazione per i genitori e gli insegnanti. In particolare vi è
- un testo cartaceo che illustra i “campanelli d’allarme” che i genitori e gli insegnanti dovrebbero osservare;
- un testo cartaceo “…Ancora un chilo…” contenente le storie scritte dalle stesse ragazze.
Gli operatori del centro, in particolare la dott.ssa Baldissera e il Dirigente dott. Paolo Stocco, sono disponibili a rielaborare tali prodotti, ma anche a fare altri materiali multimediali, per renderli visibili on line, quali supporti all’informazione aperti a tutti. WISE potrebbe fornire un forte supporto in questa direzione. Potrebbe anche essere elaborata una sorta di FAQ alle quali rispondere tramite dei video. Si potrebbero raccogliere, insieme operatori-insegnanti, le domande più importanti.
Si riscontra negli ultimi anni, una diffusione dei disturbi alimentari in un popolazione anche molto giovane, 9-10 anni. Gli ultimi casi arrivati al Centro erano in situazioni tali da richiedere un ricovero ospedaliero prima di accedere al trattamento. Solitamente sono bambine, con un alto livello di rendimento scolastico che non vengono individuate come situazioni problematiche se non alla fine dell’anno scolastico.
Per questo motivo va intensificata la relazione e la comunicazione con le scuole, i genitori e gli ospedali.
Il punto più critico è ravvisato nella non conoscenza, da parte dei medici di base, dei servizi per il trattamento dei DCA. WISE dovrebbe fornire un forte supporto in questa direzione.
Altro aiuto richiesto: favorire una sensibilizzazione da parte del Ministero sul problema della frequenza anche per l’Università e quindi permettere alle persone residenti nelle comunità, di poter considerare le attività svolte a distanza come frequenza reale (es. nel caso di laboratori o di lezioni obbligatorie).
Altro aiuto che potrebbe dare WISE: individuare sul territorio nazionale le Università che possono fornire una didattica a distanza.

Traguardi raggiunti dal centro:
1. attualmente è stato firmato il primo accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto per consentire il riconoscimento della frequenza scolastica delle ragazze che soggiornano nella comunità. Il progetto di riferimento è denominato “La scuola che non c’è”. Vi è una collaborazione anche con la scuola Ardigò di Padova, scuola polo per l’istruzione a distanza.
2. Le ragazze, nel caso in cui la loro scuola di appartenenza sia disponibile a fornire un programma individualizzato di lezioni in video, hanno la possibilità di seguire le lezioni, di fare le attività scolastiche, sottoporsi a verifiche in modo da espletare le attività indispensabili a raggiungere il livello di conoscenze adeguato a sperare l’anno scolastico. Ultimamente una ragazza ha conseguito la maturità seguendo le attività a distanza. Il problema che si presenta è soprattutto legato alla disponibilità delle scuole di fornire tale servizio; va curata sia la formazione tecnologica degli insegnanti, sia la loro formazione per costruire attività on line. Attualmente, in Veneto, vi sono 11 progetti di istruzione a distanza per queste problematiche.
3. La collaborazione con le scuole si è concretizzata anche in un progetto realizzato dall'Istituto "L.B. Alberti" di San Donà di Piave (VE) che è stato premiato dal MIUR ed è visibile all’url http://www.saporeallavita.net/ .
4. la collaborazione con l’Associazioe Onlus “Fenice” www.feniceonlus.it per il supporto ai genitori delle ragazze in trattamento (dal 2007, vi una attività di Auto- mutuo-aiuto e per fornire diverse attività riabilitative (musicoterapia, pet terapy) e di sensibilizzazione al problema (convegni, seminari, congressi), nonché la raccolta dati sui problemi dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Progetti ai quali ha partecipato
Il centro ha partecipato, insieme ai centri di Chiaromonte, Todi, Roma e Savona, ad un progetto denominato Buone Pratiche che si è chiuso nel 2010 e che ha trovato una sua descrizione nel testo “Risvegli emozionali. Legami nutritivi”

Nota: la popolazione delle persone che sono affette da disturbi alimentari sta registrando sempre più casi di maschi, quindi non si presenta più solo come un problema esclusivamente legato al genere.

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